Amunì, 2013

AMUNI’
Una storia di figli in attesa del padre

copertina

Regia di Grazia Isoardi
coreografie di Marco Mucaria

“ Davanti a me vedo un gruppo di detenuti che si muovono in un grande spazio vuoto.Li osservo e vedo uomini nel pieno della vita, nell’età di essere padri.Basta un gesto involontario o una parola uscita dal controllo e la visione cambia completamente, ora li vedo figli.Figli-padri, padri-bambini, figli difficili e padri assenti, figli senza padri non perchè orfani ma in quanto privi di padri autorevoli, testimoni delle responsabilità della vita.Ora vivono nell’attesa del ritorno alla libertà e nel frattempo, diventati loro stessi padri, attendono il ritorno del padre”.

Questo è il punto di partenza del lavoro svolto dalla Compagnia Voci Erranti nel 2013 con i detenuti del Laboratorio Teatrale del carcere di Saluzzo.
13 detenuti, diretti da Grazia Isoardi e con le coreografie di Marco Mucaria, hanno portato in scena una storia di figli che attendono il ritorno del padre e nell’attesa, attraverso i ricordi, ritornano a loro volta bambini per poi prendere consapevolezza della propria paternità. E’ passato il tempo del padre-padrone e del padre-eroe, ora viviamo la necessità di avere padri testimoni di come si possa trasmettere ai propri figli e alle nuove generazioni la speranza nell’avvenire, il senso dell’orizzonte. C’è da chiedersi se esiste un’alternativa alla guerra tra generazioni e all’individualismo senza speranza che caratterizza le relazioni quotidiane.
Telemaco, il figlio di Ulisse, ha atteso il ritorno del padre, ha pregato affinchè si ristabilisse nella sua casa, invasa dai Proci, la Legge, ma oggi nessuno sembra più tornare dal mare anche se tutti abbiamo, almeno una volta, guardato il mare in attesa che qualcosa da lì tornasse.