La Tazza

La tazza

Monologo teatrale comico-assurdo

Foto La Tazza

La storia del pensiero si snoda, attraverso i secoli, in un percorso fra luoghi, spazi fisici che hanno favorito la massima espressione della mente umana.
Nell’antica Grecia c’era l’agorà, la piazza, a Roma i convivi, nel Medioevo le aule dei monasteri e delle scuole e poi gli studi, le accademie, i caffè e altri luoghi ancora fino all’epoca contemporanea, in cui il pensiero si fa sempre più rarefatto, diffuso, impalpabile. Ma il pensatore resiste. E qual è, oggi, il luogo per eccellenza deputato ad accogliere le sue riflessioni?
La tazza, la tazza del bagno, luogo di solitudine, di intimità, baricentro del nostro quotidiano ritorno a noi stessi. Sulla tazza, in una dimensione psico-fisica di valenza “alchemica”, l’uomo trova un centro da cui contemplare le esperienze, sostare negli stati d’animo e lasciarsi andare all’immaginazione.  “In questa dimensione, soli, mezzi nudi, goffi nelle nostre sembianze accovacciate… pensieri, sentimenti, pensieri… domande… e noi, rannicchiati sul nostro atollo, anche per poco, abbiamo la possibilità di oscillare, nel tempo, nello spazio…”
Lo spettacolo sviluppa questa tesi, partendo da una rassegna, in chiave umoristica e surreale, sui luoghi del pensiero dall’antichità a oggi e individuando nella tazza la metafora di uno spazio “altro”, in cui il vissuto di ognuno può decantare. E così, dopo un’eccentrica presentazione dell’oggetto “tazza” e attraverso improbabili testimonianze, si arriva al “momento”, all’appuntamento con la nostra “Itaca quotidiana”, di cui viene messo in luce il valore catartico e trasfigurante.
Una conferenza comica, tra paradossi e follia, in un flusso di evocazioni, immagini e personaggi.

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